Giulio Audisio di Somma, medico veterinario, giornalista, esperto cinofilo, è stato eletto per più mandati Consigliere della Società Italiana Terriers (S.I.T.), associazione cinofila riconosciuta dall’ENCI per la tutela delle razze terriers in Italia. Ha ricoperto anche il prestigioso incarico di Presidente e di Vice-Presidente della suddetta S.I.T. Oltre a numerose pubblicazioni cinofile e cinotecniche, ha scritto i seguenti libri per De Vecchi Editore, monografie tradotte e pubblicate anche in Francia e in Spagna:
“I Terriers” (1989)
“Il Siberian Husky” (1989)
“Gli Schnauzer” (1989)
“Il Dobermann” (1990)
“Il Cane Lupo o Pastore Tedesco” (1990)
“Il Chow Chow” (1990)
“I Terrier” con Alberto Marengoni (1991)
“Il Welsh Terrier” (1995)
“L’Airedale Terrier” con Fabio Deleidi (1996)
“L’American Staffordshire Terrier e lo Staffordshire Bull Terrier” (1997)
“Il Bullmastiff” (1999)

Ha collaborato per il testo “Il Bull Terrier” di Maurizio Marchetti (De Vecchi Editore), scrivendone i capitoli di veterinaria.
Ha collaborato per il testo “Il Fox Terrier” di Fabio Deleidi (De Vecchi Editore), scrivendone i capitoli di veterinaria.
 

.....STORIA DELL'ALLEVAMENTO.....

(video)
Abbiamo avuto la concessione d’affisso (“Iulius”) nel 1989 dall’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) e dalla FCI (Fédération Cynologique Internationale); ma ciò non ha rappresentato il nastro di partenza della nostra grande passione: la Cinofilia nel vero senso della parola, ovvero l’amore per i cani che da sempre occupa un posto preminente e d’onore nella vita di mia moglie Monica e mia, e ora anche di Folco, nostro amatissimo figlio. Tutto nasce molto più in là negli anni. Come in molte passioni del genere umano, succede che piccoli o insignificanti fatti della quotidianità riescano a innescare attrazioni che peseranno sensibilmente per tutto il corso della vita.
 
Un Natale della mia infanzia ricevetti in dono “Jerry delle Isole”, romanzo di Jack London il cui protagonista quadrupede era appunto Jerry, un dolcissimo e ribelle Irish Terrier. La molla era scattata; ma la possibilità di saperne di più sull’Irish e su quei particolarissimi e unici cani che sono i terriers fu vanificata in un contesto familiare lontano mille miglia da qualsivoglia interesse zoologico e tantomeno zootecnico, in un mondo in cui google e compagnia bella non solo non erano ancora nati, ma il loro concepimento era di là da venire programmato. La casualità volle venirmi incontro: in Torino centro, dove vivevo con i miei genitori, sorella e fratelli, tra i pochissimi cani che all’epoca deambulavano sotto i portici di corso Vittorio e di corso Vinzaglio, circolava un Airedale Terrier, il cane che più pareva somigliare al Jerry del mio libro preferito. L’acquisizione successiva di testi su tutte le razze contribuì a tatuare per sempre nel mio io l’immagine del cane ideale: l’Airedale, quel terrier tutto sentimento, somigliante esteticamente all’Irish, ma discosto nel comportamento dai cosiddetti “red devils” irlandesi. Riuscii dopo il collegio a imporre in casa la presenza di KELLY, cagna senza affisso, ma con natali più che dignitosi: Saredon Southern Comfort il padre campione e Malya Daphne la madre. Era il 1982 e, sottintendendo l’amore sviscerato per questa mia tanto desiderata Airedale, ritengo che Kelly assunse un’altra basilare importanza: m’introdusse nel mondo espositivo, avvicinandomi alle tecniche di trimmatura e strippatura del mantello ruvido.
Kelly cucciolona
Ebbi un incontro molto significativo durante il giudizio in un’esposizione: Massimo Rocchi, compianto giudice terrierista, mi disse chiaramente che, quando si desidera intraprendere la carriera agonistica, si deve essere molto oggettivi sull’esemplare in questione; è Sconsigliabile insistere fino alla noia su di un cane non da campionato, andare chissà dove nella speranza della non-concorrenza e implorare il giudice per chiudere quel campionato stiracchiato di nullo valore cinotecnico; un secondo concetto mirò alla selezione e sempre m’è rimasto impresso: non allevare mai da quei soggetti che presentano difetti strutturali di difficile correzione, e Rocchi mi elencò, come esempio nei terriers a gamba lunga: la groppa scoscesa, la coda attaccata bassa, il tronco lungo, la mancanza di un garrese rilevato. Questi insegnamenti li ho sempre portati con me e a mia volta ho cercato di trasmetterli alle ‘nuove leve’ che negli anni si sono affacciate all’affascinante mondo espositivo. Stoppai la carriera espositiva di Kelly, sebbene avesse racimolato Cac qua e là, in attesa di poter gestire altri Airedales di indubbia qualità.
La città m’era stretta e il potermi stabilire stabilmente fuori porta nella dimora di famiglia frequentata soltanto per la villeggiatura rappresentò l’occasione attesa per poter gestire altri Airedales e riprendere le competizioni cinofile. I successivi due Airedales che entrarono nella mia vita rappresentano la base della selezione che ho operato nel nostro piccolo allevamento. Il maschio, SHADLI MANIPULATOR AT JOKYL (“Nip”), nasce dalla mia ricerca di un figlio di quel Jokyl Gallipants, che ha così tanto e radicalmente migliorato la razza a livello mondiale; aveva sedici mesi, qualificato per Crufts già all’età di otto mesi, era il diritto di monta scelto da Mary Swash (‘Jokyl’).
anno 1923: la nostra casa di Trana; in primo piano i domestici dei miei nonni con Mascherino, il Fox Terrier a Pelo Liscio di casa, a dimostrazione che la passione terrierista non è acqua fresca ed è ereditaria
… SHADLI MANIPULATOR AT JOKYL Campione Italiano, Campione Riproduttore, Campione Sociale SIT 1988, Campione Sociale SIT 1989...
La femmina, DOLLY DEL BUFFONE, arrivò invece per caso, da una famiglia che voleva disfarsene e che la sostituì con un altro cane; e mi chiedo ancor oggi come si può dare via un cane come Dolly, la più dolce cagna che si possa immaginare, domestica, faceva le fusa come un gatto per farsi coccolare. Dolly aveva tre anni; andai a vederla e me ne innamorai all’istante: era in possesso di una linea perfetta e rara eleganza, dal carattere forte. E non si poteva chiedere di meglio in fatto di ascendenti: figlia del famoso Jokyl Hillcross Huckleberry, ultimo Airedale importante importato dai fratelli Tasselli, e di Ginger Valentina, una delle belle figlie di Double Dutch Of Clare e Drakehall Diadem.
...Campionessa DOLLY DEL BUFFONE...
Nip si rivelò presto ottimo razzatore, in particolar modo con Dolly; d’altronde è più che noto nella storia della razza che i migliori campioni anni ‘80 e ‘90 nacquero dalla fusione del sangue di “Soldier” (Jokyl Gallipants) con quello delle sorelle Drakehall con l’iniziale “D”. Mary Swash (‘Jokyl’) mi segnalò nel ’88 due cucciolone di una sua interessante cucciolata, da Ginger Voilà of Stanstead X Jokyl Another Smartie; erano le sorelle di cucciolata di quel strabiliante campione che in seguito divenne Jokyl Lucky Strike, il più moderno Airedale che si fosse mai visto e la cui modernità influenzò tutti i più noti e importanti allevamenti di fine secolo. Tornai a casa con Sally (JOKYL SPRING SONG) di nove mesi e si legò subito a me in un rapporto tanto morboso da diventare una vera guardia del corpo. Campionessa JOKYL SPRING SONG Ho sempre pensato che i dettami di qualsiasi razza siano dati dal Paese d’origine. Ogni razza subisce influenze imposte dalla lontananza geografica e/o dalla preminenza di un dato allevamento; il tutto porta nel tempo alla creazione di un tipo che si può allontanare dalle tendenze operate in patria. Per questo motivo ho sempre guardato con interesse all’Inghilterra e mi sono sempre discostato dalle tipologie americana e tedesca (o centro-europea). Siamo pienamente soddisfatti quando giudici terrieristi anglosassoni si complimentano con i nostri soggetti da loro definiti ‘di tipo ideale’, che non sfigurerebbero nella madre patria. Oltre a ciò, abbiamo sempre ritenuto importante e fondamentale l’ascendenza dei riproduttori (nostri, quelli acquistati e quelli adoperati per la riproduzione), che deve ripercorrere la storia della razza nelle sue linee guida. Arrivò Billy (STANSTEAD ENDEAVOUR) nel 1994, un Airedale “fin troppo moderno”, figlio di quel Jokyl Lucky Strike che ci aveva catturato gli occhi, quel Campione Inglese di cui avevamo in casa Sally (Jokyl Sprng Song), sua sorella di cucciolata. Riuscimmo ad averlo all’età di due anni e mezzo; l’avevamo adocchiato da cucciolo, ma non ci fu possibile ottenerlo perché date le sue strepitose qualità doveva rimanere per forza in madre patria presso gli “Stanstead”. Importammo allora il fratello, una seconda scelta, ma il nostro cuore era rimasto nel Lincolnshire. Frattanto Billy, per ragioni familiari, cresceva senza essere esposto, sicché riuscimmo a portarlo in Italia, sempreché potesse avere uno sbocco espositivo. In una delle sue prime apparizioni, al Raduno Terriers SIT di Occhiobello 1995, il giudice terrierista svedese Christer Jernake, piazzandolo al secondo posto assoluto nel Best-in-Show, disse compiaciuto: “Questo soggetto precorre i tempi: è come sarà l’Airedale tra dieci o vent’anni!”. STANSTEAD ENDEAVOUR Campione Italiano, Campione Internazionale, Campione Riproduttore, Campione Sociale SIT 1995, Campione Sociale SIT 1996 I migliori allevamenti inglesi negli anni ‘90 andarono a più riprese alla monta da Jokyl Lucky Strike, che modernizzò la maggior parte dei suoi discendenti, dando maggior compattezza di tronco, elevando il garrese, raddrizzando e forse accorciando l’omero, fornendo ottime impostazioni di coda con “molto cane dietro di essa”. Il nostro Billy ritengo sia da annoverare tra i migliori figli di Jokyl Lucky Strike. Campione IULIUS VAMACH Tutte le nostre scelte sono state e sono tuttora ponderate e mirate a dipingere un preciso fenotipo con pennelli dal genotipo accuratamente soppesato. Potremmo elencarne tanti, e fra questi la nostra cara Sheila (“SPICAWAY PLAY THE GAME”), danese, figlia di un figlio di Jokyl Gallipants e nipote per famiglia femminile del nostro Stanstead Endeavour; o la monta con Stanstead Sea Prince, importato personalmente, nipote per via diretta paterna di Jokyl Lucky Strike, fratello pieno di quel bellissimo Stanstead Apollo by Jokyl; nell’unica sua cucciolata si sono distinti due campioni, IULIUS ZERB TRANEIS e IULIUS ZIZOLA, madre codesta di ‘Gianna’, la stupenda IULIUS GIRULANEN, pietra miliare per gli airedales ‘Iulius’ della prima decade del nuovo millennio. Tra i prodotti più eclatanti, ci piace ricordare quel super pluri-campione che è stato IULIUS VAMACH, in famiglia ‘Mark’, di proprietà dell’amico carissimo Gian Luca Magni; figlio dei nostri Billy e Sheila, Mark è frutto di inincrocio per linee esterne su Jokyl Lucky Strike e per linee interne su Jokyl Gallipants. Abbiamo poi voluto anche innaffiare i nostri airedales con sangue ‘Stargus’ e ‘Saredon’, con il mezzo-giapponese STANSTEAD TUONO (‘Oscar’), tappa indispensabile per giungere agli attuali Iulius, come sempre di ‘tipo inglese’. La nostra storia continua. Per motivi di spazio e tediosità non abbiamo nominato tutti i nostri Airedales campioni nei rings espositivi, sui podii dei rings d’onore e sopra ogni altra cosa campioni nei nostri cuori. Come fossero nostri figli, sentiamo pulsare il nostro sangue in loro, così come loro sanno di partecipare da protagonisti all’avventura della nostra vita. Mi preme spendere ancora due parole per onorare il ricordo di Lucy (IULIUS NAPULOTTA GRAMA), probabilmente il più bell’esemplare che abbiamo avuto tra le mani. Lucy decise di interrompere la sua carriera espositiva senza titolarsi; non si riprodusse, ma non per questo il legame con lei cambiò. Eravamo uniti da uno di quei fili invisibili che fanno navigare insieme lo spirito nell’oceano delle sensazioni. Mancò improvvisamente. Scrissi di lei su un ‘Bollettino d’Informazione della Società Italiana Terriers’, l’ultimo della mia presidenza: “Mi è morta Lucy, inaspettatamente, uno di quei cani che ti entrano nel cuore e non sai bene perché. E mi ritornano le parole dell’Amico Mario Zasa, che, per la dipartita di una sua cagna, così chiudeva un suo pezzo magistrale su questo bollettino: ...lasciando al rimorso il peso del mio tempo per lei. Sempre troppo poco.”